Afghanistan: Università di Kabul intitolata al criminale Rabbani, continuano le proteste degli studenti

novembre 3, 2012 § Lascia un commento

 gloria geretto *

Non si placano le proteste degli studenti di Kabul contro la decisione di Hamid Karzai di intitolare all’ex presidente Burhanuddin Rabbani l’Università di Kabul.

Il decreto presidenziale prevede infatti di rinominare l’ateneo di Kabul in onore a Rabbani, fondatore e capo del partito religioso afghano Jamiat-i-Islami, ucciso il 20 settembre del 2011 in un attentato suicida nella sua residenza di Kabul, situata nel quartiere diplomatico Wazir Akbar Khan.

Rabbani, presidente afghano durante la sanguinosa guerra civile tra il 1992 e il 1996, è noto come uno dei più grandi criminali in Afghanistan e per aver commesso feroci crimini di guerra contro la popolazione nella prima metà degli Novanta, uccidendo più di sessantacinque mila civili, costringendo molti afghani a lasciare il paese e distruggendo la città di Kabul. Secondo un rapporto del 2005 intitolato Blood-Stained Hands (mani macchiate di sangue) pubblicato dall’Osservatorio sui Diritti Umani, Human Rights Watch, Rabbani e le sue milizie avrebbero torturato, rapito, stuprato e ucciso centinaia di migliaia di civili anche negli anni successivi alla guerra fazionale, gettando acido sul volto delle studentesse della stessa Università di Kabul in cui oggi è affissa una targa in suo onore. Nel 1993, proprio a pochi passi dall’università che da qualche settimana porta il suo nome, Rabbani insieme alle milizie di Ahmad Shah Massoud e Rasool Sayyaf uccisero barbaramente centinaia di civili di etnia Hazara in un attentato che divenne noto come il massacro di Afshar.

Nominato nel 2010 capo dell’Alto consiglio di pace e incaricato di mediare con i talebani, Rabbani non fu mai processato da un regolare Tribunale Internazionale per i crimini commessi grazie all’amnistia concessa dal governo di Karzai nel 2010 che graziò molti signori della guerra tra i quali lo stesso leader jihadista per le atrocità compiute negli ultimi trent’anni, legittimandoli così agli occhi della comunità internazionale.

Ad un anno esatto dalla morte di Rabbani, il presidente Karzai ha rinominato l’ateneo della capitale e la strada circostante in “Università del Martire della Pace e Professore Burhanuddin Rabbani”, in ricordo dell’ex leader jihadista. Da subito la controversa decisione del presidente Karzai ha scatenato le proteste di centinaia di studenti afghani che dal 23 settembre scorso continuano a manifestare ogni giorno davanti all’università di Kabul chiedendo che il decreto venga immediatamente revocato e la targa commemorativa rimossa. Non sono mancati gli scontri e gli arresti: una ventina di studenti sono stati fermati mentre alcuni studenti e poliziotti sono rimasti feriti. Le proteste si sono poi estese davanti al Parlamento quando un gruppo di studenti ha bloccato l’entrata del palazzo che ospita l’Assemblea invocando la revoca del decreto. Secondo fonti locali, tre studentesse che manifestavano nella Piazza del Parlamento sono state investite da un’auto guidata da un deputato della provincia di Herat, sostenitore di Rabbani, che poco prima aveva tentato di prendere a calci alcuni manifestanti.

Da settimane molti studenti rifiutano di tornare in classe, le lezioni sono state sospese e diversi insegnanti si sarebbero dimessi in segno di protesta e indignazione per la controversa decisione del presidente Karzai di rinominare l’ateneo. Uno studente di fisica, Mohammad Ausat, ha dichiarato che le proteste, oggi sospese per celebrare la festività islamica di Eid al-Adha, riprenderanno a breve e diventeranno ancora più violente se il decreto presidenziale non sarà revocato, e il movimento studentesco chiederà l’appoggio delle voci democratiche e liberali del paese, mentre alcuni manifestanti si dicono pronti a rimuovere la targa incisa con il nome di Rabbani se il presidente Karzai non interverrà al più presto.

Uno studente presente alla manifestazione ha dichiarato all’agenzia di stampa Pajhwok Afghan News che le opinioni in merito al decreto sono contrastanti: alcuni studenti dell’università approvano la decisione del presidente Karzai di rinominare l’ateneo in onore di Rabbani, considerato e celebrato dal presidente come un “martire della pace” ma la maggior parte si dichiara offesa e definisce questa scelta un atto vergognoso nonché «un insulto alle settantamila vittime uccise da Rabbani e le sue milizie». Gli studenti hanno dichiarato che non permetteranno al governo Karzai di commemorare uno dei criminali più spietati della storia del loro paese come un eroe nazionale; altri invece hanno criticato il presidente accusandolo di aver coinvolto l’università in una questione politica troppo controversa.

Il presidente Karzai ha ammesso nei giorni scorsi davanti ad un gruppo di studenti convocati nel suo ufficio di aver commesso un «errore» in quanto avrebbe dovuto prima sottoporre la proposta agli insegnanti dell’università e al Ministero dell’educazione e ha promesso di risolvere presto la questione. Intanto la targa in onore a Rabbani non è stata rimossa e gli studenti sono pronti a riprendere le proteste.

* CISDA – Coordinamento italiano sostegno donne afgane (http://www.ecn.org/reds/donne/coordrawa/coordrawa412cisdachisiamo.html).

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